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Prestito vitalizio ipotecario, al via la riforma

18/02/2015

prestito vitalizio ipotecario

Dopo il parere favorevole della Camera dei Deputati, la proposta di legge dei deputati Marco Causi e Antonio Misiani sul prestito vitalizio ipotecario ha ottenuto il via libera dalla Commissione Finanze del Senato. Quest’ultima non ha apportato modifiche al provvedimento approvato a luglio del 2014 dall’altro ramo del Parlamento, al fine di velocizzare l’iter per la sua entrata in vigore chiesta a gran voce dalle Associazioni dei Consumatori e dagli istituti bancari. Lo scopo della proposta di legge è di modificare l’attuale disciplina dell’istituto, affidata all’articolo 11-quaterdecies comma 12 (del decreto legge 30 settembre 2005 n.203).

Il prestito vitalizio ipotecario, conosciuto anche come mutuo inverso, è una tipologia di finanziamento a medio-lungo termine grazie al quale chi possiede un immobile può darlo in garanzia a un intermediario finanziario al fine di ottenere un prestito. Il contratto è rivolto a quei soggetti che hanno più di 65 anni - il testo modificato prevede una riduzione del tetto a 60 anni –, ottenendo una somma di denaro che sarà garantita da ipoteca. La somma ricevuta può variare tra il 18% e il 40% del valore della casa, a seconda dell'età del richiedente e delle aspettative di vita.

Il proprietario non è tenuto a lasciare l'abitazione oppure a ripagare il finanziamento prima della scadenza del contratto: entro tale termine, il rimborso del prestito avviene in un’unica soluzione insieme alla capitalizzazione annuale di interessi e spese. Paragonandolo alla forma della nuda proprietà, ha il vantaggio di evitare la perdita dell’alloggio e la possibilità per gli eredi di rientrarne nel pieno possesso attraverso il pagamento del debito.

La modifica dell’originaria disposizione ha il fine di agevolare la diffusione del prestito ipotecario vitalizio. Uno dei cambiamenti riguarda gli eventi che portano al rimborso integrale del prestito in un’unica soluzione: la morte del soggetto finanziato, il trasferimento in tutto o in parte della proprietà (o di altri diritti reali) sull’immobile ipotecato e l’espletamento di atti che possano ridurne il valore.

Inoltre è possibile – al momento della stipula – stabilire un rimborso graduale degli interessi e delle spese dovuti per il capitale finanziato.

La proposta di legge risolve anche il punto critico delle agevolazioni fiscali: è prevista l’esenzione dall'imposta di registro, dall'imposta di bollo, dall'imposta ipotecaria e catastale e dalle tasse sulle concessioni governative.   

La riforma dispone che a garanzia del prestito sarà iscritta sull’immobile un’ipoteca di primo grado, proprio come avviene per l’ipoteca bancaria. Nel caso in cui il proprietario o gli eredi non rimborsino il finanziamento entro 12 mesi dal momento in cui è prevista la restituzione in un’unica soluzione, l’intermediario potrà vendere l’immobile per soddisfare il proprio credito. Resta il diritto degli eredi a percepire la differenza tra quest’ultimo e quanto ricavato dall’alienazione del bene.

A cura di Paola Campanelli
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