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Maxi rata finale: salvagente o boomerang?

22/01/2015

prestiti maxi rata

Si parla molto di finanziamenti con maxi rata, una soluzione molto attraente per i consumatori perché permette di affrontare un acquisto corposo, spesso un’auto o una moto, sostenendo almeno inizialmente una rata abbastanza contenuta. Un meccanismo valido che però richiede una buona dose di informazioni aggiuntive per evitare brutte sorprese.

Se è vero infatti che le rate iniziali sono piuttosto basse e di conseguenza appetibili, la maxi rata finale può non esserlo altrettanto. Iniziamo con l’approfondire il concetto di finanziamento con maxi rata. Si tratta di un prodotto di credito al consumo che funziona con una logica molto simile a quella del leasing per beni strumentali. In quest’ultimo caso, si paga un canone mensile e si utilizza il bene senza avere la responsabilità della manutenzione ordinaria e straordinaria. Una formula molto in voga nei decenni passati, che solitamente ha una durata variabile da 1 a 3 anni.

Trascorso questo periodo iniziale, il cliente ha diverse soluzioni a sua disposizione. Può proseguire il pagamento del canone fino a scadenza del contratto, nel qual caso il leasing si trasforma in un finanziamento a tutti gli effetti. In alternativa può riscattare il mezzo o restituirlo al concessionario chiudendo il contratto. Il leasing è pensato prevalentemente per soddisfare esigenze professionali: il libero professionista non è interessato al possesso e il canone di leasing diventa un costo di produzione. 

Oggi si è pensato, anche per incentivare il mercato auto, di estendere questa formula non solo ai professionisti, ma anche ai clienti che utilizzano il mezzo per finalità personali, dando origine appunto ai finanziamenti con maxi rata.

In questo caso il finanziamento è strutturato in tre parti: un anticipo da corrispondere alla stipula del contratto e non dilazionabile, un piano rateale, una maxi rata a saldo. In alcuni casi è possibile restituire il mezzo o chiedere di rifinanziare l'importo.

Questa soluzione costituisce una valida alternativa, dato che permette di spostare in avanti nel tempo la decisione di diventare proprietario del bene o procedere alla sua sostituzione. Sicuramente per il consumatore, anche a fronte del pagamento di interessi sul capitale, questo è un modo per poter gestire agevolmente un bene che si deteriora facilmente per usura o obsolescenza.

Occorre tuttavia prestare sempre attenzione ad alcune punti chiave nella stipula del contratto. Innanzitutto i finanziamenti con maxi rata finale che non contemplano l’opzione di riscatto riducono fortemente il vantaggio del piano finanziario, costringendo il cliente ad una spesa obbligata e non secondaria alla scadenza del contratto.

Vanno poi analizzate con cura le informazioni relative ad anticipo, maxi rata e tasso del piano rateale, oltre che le condizioni relative al riscatto. Inoltre va chiarita da subito l’eventualità di rifinanziamento della maxi rata, che non deve mai superare il tasso previsto contrattualmente oltre che i parametri di valutazione dell’usura.

A cura di Alessia De Falco
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