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Prestiti: l’analisi delle richieste passa dai social media

17/11/2014

social prestiti

Attenzione a quello che scrivete su Facebook, se volete un prestito. In un’epoca in cui le comunicazioni sono sempre più veloci e condivise, anche il comportamento delle istituzioni finanziarie si adegua.

In Italia non ci sono ancora casi da segnalare, ma in America il controllo dei profili social per individuare eventuali cattivi pagatori è pratica diffusa e consolidata nella valutazione del rischio di credito.

La società Lenddo, attiva nel mercato mutui, esamina gli amici di Facebook del potenziale cliente. Focalizzandosi su quelli con cui avvengono la maggior parte delle interazioni, applica il principio di proprietà transitiva per negare i prestiti a chi ha tra gli amici “cattivi pagatori”. 

LenUp di San Francisco concede un credito soltanto dopo aver controllato il numero di follower su Twitter del richiedente. Il motivo? Un’intensa interazione sui social network viene ritenuto un indicatore di probabile stabilità economica. 

La società di finanziamenti per automobili Neo determina la capacità di un debitore di rimborsare il prestito, analizzando il profilo e i contatti di LinkedIn, le informazioni legate al posto di lavoro e il newtwork professionale. 

In Europa, questo trend non è ancora consolidato anche se è comunque possibile citare qualche esempio. La Kreditech, start-up con sede ad Amburgo specializzata in prestiti on line in Germania, Polonia e Spagna, prima di concedere il finanziamento chiede ai candidati di consentire l’accesso, chiaramente temporaneo, al proprio account su Facebook o un altro social network. 

La logica alla base di questa scelta è che, se il network è composto da persone benestanti, si suppone che lo sia anche il richiedente e che quindi possa portare maggiori garanzie.

Ovviamente questo approccio non è esente da critiche, dal momento che si basa molto più sul sentiment che non sulla razionalità.

E’ ancora presto per affermare che si tratta di una nuova frontiera nell’analisi della clientela piuttosto che di una moda temporanea. Sicuramente vale la pena prestare attenzione a ciò che si scrive sui social network e al fatto che il confine tra vita on e off line sta diventando sempre più labile.

A cura di Alessia De Falco
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